Nordwest

La Gilera Nordwest nasce ai primissimi degli anni ’90, quando la Casa brianzola ha la necessità di ampliare la propria gamma di moto di media cilindrata, basate sull’ ottimo ed apprezzato motore monocilindrico Bi-4.

Fino a quel momento l’ammiraglia è l’RC 600, eccellente moto che già vanta discreti successi commerciali e soprattutto agonistici alle competizioni rally-raid, una su tutte la leggendaria ” Dakar”. Le strategie dell’azienda hanno l’obbiettivo di rinnovare quindi l’RC e di affiancarle un nuovo modello, che però sia il più possibile derivato dal nuovo progetto, per non esigere eccessivi investimenti di sviluppo. Una moto quindi che abbia una grossa percentuale dei pezzi simili se non identici a quelli della nuova RC, ma che allo stesso tempo riesca a distinguersi da essa, proponendo una personalità unica; una moto che viene chiamata “Nordwest”.

Autore del design di questa nuova Gilera (ma anche di molte altre, come la cugina RC-Cobra) è la Marabese-design, che in collaborazione con le scelte dei tecnici di Arcore, riesce con poche ma mirate modifiche a creare una moto sostanzialmente diversa, optando per una ciclistica più stradale (forcelle upside-down, cerchi in lega da 17″ con pneumatici di larga sezione), un frontale più “duro” con il faro rettangolare e grafiche più aggressive. Nasce così quella che viene definita l’ enduro stradale di casa Gilera, cui vengono dedicati dalla Pirelli specifici pneumatici tassellati (gli MT60R, oggi aggiornati e proposti su moltissime supermotard), che permettono qualche puntata nello sterrato, ma anche grandi pieghe su asfalto.

In poche parole Gilera riesce a proporre con grande anticipo su tutti (oseremmo dire a livello mondiale!) il tema della supermotard , riletta però in chiave più soft e secondo un concetto di “moto totale” e non di puro attrezzo da pista. Realizza cioè la prima moto di serie che possa essere definita supermotard, precorrendo appunto quella che sarebbe diventato un fenomeno molto diffuso solo una decina d’anni dopo.

Ma proprio questa intuizione tanto prematura, fa sì che la Nordwest, nonostante gli apprezzamenti degli addetti ai lavori, non riesca a fare breccia nel popolo motoclista di quegli anni, da un lato legato alla solida idea dell’enduro monocilindrica con grandi cerchi a raggi, quindi poco avvezzo alle pieghe, dall’altro votato alle sportive stradali a semi-manubri senza compromessi e perciò per nulla affascinato dal manubrio largo, dal mono e dalle vibrazioni! Quindi questa innovativa moto non riesce a bissare i discreti successi commerciali della cugina RC-Cobra, accrescendone però forse ancora di più il fascino di oggi.

La Nordwest oggi appare come una moto che non sembra aver particolarmente risentito degli anni (ormai più di 20…) che sono passati, sia esteticamente, che come doti dinamiche. I possessori ne sono ipnotizzati e la ostentano con fierezza, sia chi la preferisce con le linee originali, sia soprattutto chi la modifica estremizzando la vena scorbutica ed essenziale del supermotard. Molte di queste trasformazioni non hanno nulla da invidiare a parecchie delle proposte iper-tecnologiche proprio del supermotard moderno!