Autore Topic: Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000  (Letto 429 volte)

Offline Matte

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Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« il: 10 Aprile 2021, 23:16:17 »
A grande richiesta (più o meno :fuma: ) apro questo topic dedicato al millone aprilia. Parlerò alla buona della rsv, ma molte cose sono applicabili anche alle sue derivate, in primis tuono, ma anche falco, futura e caponord.
A grandi linee, si possono distinguere tre famiglie di rsv, la primogenita prodotta dal 1998 al 2000, la sua derivata (anche esteticamente) dal 2001 al 2003 detta old, la new (l'estetica stavolta è nuova) dal 2004 al 2009, ma le primissime sono state vendute già a fine 2003.
Tutte hanno un motore V60 990 cc costruito da rotax su progetto interamente veneto, 4 valvole per cilindro, iniezione, distribuzione mista catena/ingranaggi, twin spark fino alle old, scarico due in uno le old e prima serie, due in due dopo, lubrificazione a carter secco con due pompe, mandata e ritorno, antisaltellamento. Fino alle old incluse, la versione top è la R che di differente ha cerchi forgiati in alluminio, ben più leggeri dei fusi delle "normali" e sospensioni ohlins, mentre le non R hanno forcella showa e mono Sachs, oltre a qualche pezzo in carbonio. Nella new cambiano le sigle, la normale si chiama R, la "superdotata" è la factory. Il motore della new è chiamato magnesium, conserva ovviamente quasi tutte le caratteristiche tecniche del precedente V60, vengono introdotte valvole più grosse, un CF più grande, alberi a camme finalmente monolitici, come le ultime 2003 old, il motore del minimo passo-passo, uscita degli scarichi da tonda passa ad ovale. Il guadagno è di circa 13 cavalli, si passa dai 125 old a 138, che poi salgono ancora un pò. Ciclisticamente tutte le rsv sono un piacere infinito da guidare, stabili, ottime sospensioni anche nella versione povera, impianto frenante più che efficace (a tal proposito, si passa, da 98/00 a old, alle cosiddette triple bridge assiali e poi dalle R 2003 e tutte le new a triple bridge radiali). Con i forgiati in alluminio ne guadagna assai il destra/sinistra, a discapito di qualcosina in stabilità, che rimane comunque eccellente. Fino al 2003 uno dei tratti distintivi è l'enorme boiler di scarico originale sul lato destro, grosso e pesante. Poi si passa ad un più bello, efficace e leggero due in due. Posizione di guida sportiva ma meno di quel che si possa pensare (sono pur sempre ipersportive dell'epoca), adatta anche a persone più alte della media, qualche vibrazione alle manopole, fastidiosa nelle percorrenze lunghe a velocità costante. La moto in sè non è un fuscello (al netto dei vari chili in meno per le R/factory, stiamo sui 200), ma in movimento si sentono poco. Gran coppia, siamo sui 10,5 ed oltre kgm, che permette di lavorare anche con la marcia superiore da bassi giri. Chi semmai si lamenta sotto i 2500 g/min in ripresa è la catena che sbatacchia un pò. Gira senza problemi fino ai 10500 giri della zona rossa, ma non conviene spingersi fin lì, meglio cambiare qualche centinaio di giri prima anche perché, come accennato sopra, fino alle 2003 le camme sono montate per interferenza sui relativi alberi, e se si fanno troppi fuorigiri, tipico dell'uso in pista, c'è il rischio che le camme ruotino sull'albero. Motivo per cui chi le strapazza di solito fissa le camme con un colpo di tig per fissarle. Ripeto, problema riscontrato talvolta in pista, su strada praticamente mai. Il motore di per sè è un mulo, come i nostri Bi-4, se tenuto bene con la corretta manutenzione i 100000 km non sono un problema, a 30k è ancora freschissimo, a 60k un signor motore. Consumi: se si spinge, beve, poco da fare, a velocità costante è "astemio" [CFASD] , io più volte in uso superstradale (90-100 km/h costanti) ho visto i 25 km/l. Cambio oliodipendente, ma a freddo è comunque testardo, la folle dalla prima scordatevela, si mette scendendo dalla seconda e prima di fermarsi. A caldo migliora assai. Qualche sfollata nel 4a/5a se non si è decisi. Difetti congeniti: per le old, la ruota libera. Se la batteria è giù non insistere, pena romperla. La soluzione? Un paio di modifiche al sistema di ricarica della batteria ed un mantenitore di carica. La causa? Il generatore poco "potente". Sulle new, per contro, causa generatore troppo potente (per risolvere un problema ne hanno creato un altro..... :rotolol: ), si brucia lo statore. Soluzione? O un kit statore/volano modificato fatto da aprilia, ma costosissimo, o un regolatore di tensione seriale, che adegua il carico richiesto alle necessità, ed un cosiddetto kit pisciaolio che raffredda lo statore stesso. Nelle ultime 2008/2009 la casa veneta corse ai ripari montando direttamente in produzione il suo kit modificato, che vendette per qualche anno a prezzo politico grazie al forum V60 che si era interessato alquanto alla cosa.
Per ora basta, il poema è già chilometrico :fuma: , se volete sapere altro, o ne avete voi da aggiungere, dite. Dimenticavo, esistono versioni speciali a partire dalle 98 fino alle new che hanno caratteristiche uniche rispetto alle normali. Ed è inutile dire che le 98/03 hanno corso in superbike, anche con buoni risultati (alcune versioni speciali a cui accennavo qui sopra si ispirano a quelle da pista, vedi le haga o corser). Metto le foto delle tre serie:



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Paolo
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Offline duc27

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #1 il: 11 Aprile 2021, 05:14:38 »
Grazie Matte davvero un bel reportage misto di tecnica e cuore! Si percepisce bene il tuo pensiero! Io con questa Aprilia ebbi a che fare una sola volta in cui mi consegnarono il motore "in scatola" per ripararlo. Non avendone mai aperto uno prima mi procurai la documentazione tecnica per studiarlo almeno un pò. Beh, sinceramente, è un motore fantastico con un livello di ingegneria raffinatissimo! rimasi stupito e non poco dalle scelte fatte per la distribuzione. La "sequenza" o cascata ingranaggi è qualcosa di geniale che come risultato, oltre alla precisione di fasatura  sconosciuta a qualsiasi altra soluzione catena o cinghia che sia, gli ingegneri che l'hanno progettata hanno saputo superare brillantemente le due pecche di questa soluzione. Le quali sono rumorosità meccanica, e vibrazioni di secondo ordine! Certo che non basta conoscere bene i motori per assemblarla, fasarla correttamente bisogna proprio conoscere la sequenza delle operazioni fornita dalla Casa altrimenti si fa un gran pasticcio! E' sofisticatissima veramente! purtroppo la usai solo per poca strada giusto il tempo di comprendere che tutto era al suo posto, ma una cosa è certa: pur essendo una supersportiva la guida data sia dalla posizione che in generale dall'erogazione del motore l'ho trovata davvero gradevole!! Stiamo parlando di una 1000 è vero, ma anche la "schiena" in erogazione è davvero impressionante: tira come un mulo! la scelta di una V da 60° e il tipo di distribuzione fanno di questo motore un vero gioiello per altro incastonato in un telaio come Aprilia sa fare da sempre, ossia fantastico. Nella prima serie forse le sole scelte estetiche potevano essere definite pesantine, ma soprattutto a mio parere, celavano (umiliavano) il gioiello nascosto sotto ovvero un capolavoro!  Per il resto anche sotto profilo affidabilità nulla di che, almeno se si considera ll livello di estremizzazione di ogni singolo particolare. Grazie Matte per la bella parentesi, e approfittiamone per fare gli Auguri ad Aprilia anche in MotoGP visti comunque gli ottimi piazzamenti dei primi due GP e dell'arrivo di Andrea che, sicuramente aggiungerà competitività a questo italico bolide!

Offline federosso

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #2 il: 11 Aprile 2021, 08:01:32 »
Nei "bar" viene spesso tirata fuori in nagativo la carta dell'affidabilità.

Quanto ė leggenda e quanto ė vero?

matte, tu quale hai?
...Infatti quando poi guidi una moto "tua" ti sembra sempre di essere riuscito a migliorare le cose che non ti piacevano, e anche se...non è così, si gusta più serenamente la guida! eggià... (Duc27)

Offline duc27

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #3 il: 11 Aprile 2021, 08:21:51 »
Causa COVID i BAR son chiusi Fede! :cheesy: Si è corretto soprattutto la prima serie qualche difetto di gioventu lo aveva di sicuro Fede, uno ed è il più eclatante te lo ha già detto Matte, ed era il disequilibrio elettrico di potenza che produceva altri problemi a catena come sempre accade...da che so io, che al bar non ci vado mai...comunque, le rotture di "palle" questo prodotto erano soprattutto attorno all'impianto elettrico. Di meccanico, a parte la ruota libera citata già da Matte compreso i motivi, non mi risultano particolari beghe. Non voglio giustificare nessuno ma stiamo parlando di una moto totalmente nuova e di concetto tranquillamente definibile estremo! Certo che da noi, ed è vero, fanno più notizia i problemi dei nostri prodotti mentre per gli altri...mi ricordo che la penultima versione della Yama R1 altra moto che adoro, è nata con un problema "imbarazzante" al cambio che troncava d'albero...potentissimo richiamo della Casa di Iwata, ma le riviste specializzate del settore, ossia i distributori di alcool dei bar di cui sopra, silenzio di tomba o giusto citazioni distanti e freddine!
 :cheesy: :cheesy: :cheesy:

Offline federosso

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #4 il: 11 Aprile 2021, 09:01:43 »
 :rotolol:

Duc non te la prendere troppo.
Le leggende metropolitane sono sempre esistite .
E non solamente nei "bar", ne ho sentite dedicate più o meno a tutte le marche anche giapponesi.

Basta che di presenti un problema grave a un "suo cugino" che poi viene rimbalzato di bocca in bocca, amplificato ed esteso all'intera produzione.

Purtroppo si dovrebbe essere tutti dentro al settore con entrambe le gambe e pure un po' di busto per sapere cosa c'è di vero e cosa no.

In giro va di moda "ducati soldi buttati" ... Ne ho avute due (anche se del solito periodo) e nessuna delle due ha dato problemi strani al di fuori del normale.

Non ho mai ascoltato troppo le voci, ma visto che ero in presenza di esperti , ed essendo una moto con cui ho avuto pochissimo a che fare, ho voluto chiedere.
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Offline duc27

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #5 il: 11 Aprile 2021, 09:25:58 »
Certo Fede! Stavo solo scherzando e lo hai capito! Per Aprilia però la "cattiveria" è stata davvero pesante ed anche un pò smodata. Non sono le voci delle persone a preoccupare, davvero, ma l'atteggiamento di riviste che si ritengono specializzate. Guarda di recente ho letto una serie di articoli di testate importanti riguardanti il discorso desmo si desmo no. Ne ho lette di ogni colore, come ad esempio che il desmo è stata brevettato da Mercedes quando in realtà fu un ing. francese a farlo e prima che la adottassero a Stoccardo sulle mitiche SL che vinsero due mondiali, fu utilizzata da una quantità considerevole di altri Costruttori piccoli e grandi italiani compresi...poi addirittura su di una testata molto qualificata un ignorante scrive: il ritorno alle molle di richiamo valvole in Ducati era necessario per raggiungere regimi più elevati di rotazione del motore e quindi potenza...ALIAS: l'esatto contrario! Insomma il problema è quello non le persone al bar!

L'Apriliona qualche difetto lo aveva di sicuro, ma è anche la moto che ha rotto il fondoschiena nella SBK a tutti quanti in più di un'occasione, ma è la conferma che si tratta di una gran moto! :cheesy: :cheesy: :cheesy:

Offline Matte

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #6 il: 12 Aprile 2021, 01:42:19 »
Confermo che i due veri talloni di Achille sono il circuito avviamento/ricarica sulle old e lo statore sulle new. Ma, mentre modificando il circuito di ricarica, mettendo un relè di avviamento da 150 A (aprilia fino alle 2003 usava il 50 A da scooter.....), e magari una batteria da 12 Ah al posto della 10 Ah, con mantenitore, oppure stando semplicemente attento, la ruota libera delle old dura, nelle new se non intervieni la rottura è matematica, intorno ai 20000 km le fasi cominciano a saltare fino a lasciarti a piedi. Tutti gli altri difetti, o potenziali tali, rientrano nella difettosità media, ossia non ne fanno una moto più critica di altre. Aggiungo, essendo un carter secco, una procedura particolare per fare il livello olio che niente ha a che vedere con quelle di motori a carter umido, asticella spia e via. Qui bisogna scaldare bene il motore, fare un giretto, spengerla, metterla verticale e controllare subito che nel tubetto di livello l'olio sia un paio di dita sopra il minimo. Se ne mettiamo troppo, oltre al rischio di danneggiare il motore, l'eccesso viene "sputato" nell'airbox e può imbrattare tutto.
Comunque, lieto che quanto ho scritto vi sia piaciuto :moto


PS: io ho una rsv 1000 2001 "normale" :falice:
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Paolo
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Offline siplitaro

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #7 il: 12 Aprile 2021, 16:58:11 »
sportiva di razza italiana ancora valida.. come i nostri bi4 :jump:
meglio 1 giorno su un Gilera che 100 sotto.....

Offline giuliano66

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #8 il: 13 Aprile 2021, 21:13:51 »
APRILIA  :ita :ita :ita a me mi piace, ho avuto la Caponord 1000 (mio amico ha 270.000 km), adesso sto girando con un Caponord 1200 Rally, motore tutto italiano ( che non centra niente con quello della tuono o RSV, ma è quello derivato dalla Dorso Duro )
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Offline duc27

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #9 il: 13 Aprile 2021, 21:21:06 »
Altra bellissima moto eh si! Almeno a me piace moltissimo ed è una tourer VERA! Anche un mio conoscente ne aveva una con la percorso una quantità devastante di km senza problemi tali da essere definiti! Lo so molto bene perché quella moto l'ho sempre curata io. Davvero impressionante!

Offline Matte

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #10 il: 14 Aprile 2021, 01:02:54 »
A suo tempo il motore V60 generò una serie di moto tutte alquanto valide, purtroppo il mercato (almeno, quello italiano) non le capì/apprezzò completamente. Forse anche perché erano le prime moto "grosse" che faceva aprilia. Ma ritengo che rsv, falco, caponord, futura ed alla fine tuono non avessero niente da invidiare ad altre moto :moto
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Paolo
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Offline federosso

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #11 il: 14 Aprile 2021, 09:57:36 »
lo so che a parlare di estetica vi vengono i bubboni, sopratutto se si afferma che un veicolo TECNICO possa subire sorti tristi correlate a questo aspetto e non a motivazioni e analisi meccanofunzionali...

però secondo me gli insuccessi commerciali delle aprilia non sportive, da metà anni '90, sono legate a due precisi punti:

- estetica non azzeccata con forme un po' pesanti e tormentate
- immaginario degli appassionati che vuole aprilia come moto specialistica/sportiva

Non sparate sul pianista :)



 
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Offline duc27

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #12 il: 14 Aprile 2021, 11:05:42 »
Invece è un'analisi/osservazione corretta la Tua Fede. Penso anch'io che il mancato successo sia dovuto in grandissima parte a questioni di estetica. Del resto ben sappiamo che la reale capacità di scelta critica è fortemente pilotato dai media, più che da altri fattori. Tranne i "talebani" presenti in gran numero nel nostro forum :cheesy: :cheesy: che fanno scelte ispirati da ben altre valutazioni. Di sicuro siamo un granello di sabbia nel deserto per questi aspetti.....

Rimprovero solo ai designer Aprilia, sicuramente coscienti di questo aspetto...di non averlo tenuto troppo in considerazione almeno per i modelli RSV. Sugli altri....mah, forse unico "difetto" troppo in anticipo sui tempi, perché onestamente la stessa Caponord quando è nata...anche sotto il profilo di stile unito a prestazioni era decisamente la vera antesignana del settore. Ovviamente sono solo miei pensieri, per carità!
Tra l'altro se prendiamo il recente compito affidato all'engineering Aprilia per rilanciare il Marchio Guzzi, debbo dire che hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Hanno ridato l'impronta giusta in termini di utilizzo hanno ricostruito i motori aggiornandoli senza stravolgerne fisionomia e funzionalità...insomma per dire che quel Reparto ingegneristico di Aprilia ne sa davvero tanto...
PS: vedrai che se l'esperimento MotoGP per Noale andrà a segno (in parte già lo ha fatto) allora anche le ultime RSV "invendute" prenderanno il volo.....è che...mi fa sempre paura la gestione Piaggio & C, malgrado tutto!

Offline Matte

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #13 il: 14 Aprile 2021, 14:22:50 »
lo so che a parlare di estetica vi vengono i bubboni, sopratutto se si afferma che un veicolo TECNICO possa subire sorti tristi correlate a questo aspetto e non a motivazioni e analisi meccanofunzionali...

però secondo me gli insuccessi commerciali delle aprilia non sportive, da metà anni '90, sono legate a due precisi punti:

- estetica non azzeccata con forme un po' pesanti e tormentate
- immaginario degli appassionati che vuole aprilia come moto specialistica/sportiva

Non sparate sul pianista :)
Hai scritto cose giuste e sensate. Stavolta il pianista è salvo :fuma: . Va detto che le rsv, grazie anche al mondiale superbike hanno venduto piuttosto bene, le derivate un pò meno (e qui entra in gioco anche la teoria di Fede).
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Offline bigbore

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Re:Il bicilindrico alla veneta, rsv 1000
« Risposta #14 il: 14 Aprile 2021, 16:52:52 »
Hai scritto cose giuste e sensate. Stavolta il pianista è salvo :fuma:
ogni tanto gli riesce e pertanto diamo il giusto riconoscimento allo sforzo profuso  :Bastard inside:


Di aprilia ho sempre apprezzato le loro proposte a due ruote. Scelte tecniche di alto livello e/o anche controcorrente sia su strada sia su fuoristrada. La indimenticata GP 500 bicilindrica e più recentemente la sxv 450 ma sostanzialmente tutte sono particolari in qualche modo. Dallo scarabeo cross con motore F.morii e poi minarelli, qualche versione solo cross col sachs per passare alle RG e MX con motore HIRO poi rotax in un sodalizio lungo e proficuo per entrambi. Poi le 4T con il rotax... anche loro hanno fatto la storia delle enduro via via sempre meno off e più on. E ci sono anche aprilia da Trial (e una è nel mio harem)
Le 125 stradali!? bellissime anche loro, la serie AF ed extrema
Ivano Beggio sapeva il fatto suo.
"Ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentatori di sterco chiamar si debbono, perché per loro alcuna virtù in opere si mette; perché di loro altro che pieni e destri non resta”.