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15/02/2013 A Novegro riappare il BI4 con alcune moto ed uno spaccato del motore nello stand della FMI.

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carter secco o umido: perchè?

Aperto da federosso, 31 Maggio 2017, 13:34:54

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duc27

si aggiungo solamente a quanto dice True che il carter secco sui motori plurifrazionati per auto da competizione è una condizione indispensabile per due motivi assoluti che sono: la massa dell'albero motore (molto importante in termini di peso) viene abbassata generando non solo un miglioramento dell'handling telaistico, ma in alcuni casi pemettendo pure particolari canalizzazioni del flusso di aria, per migliorare l'effetto ala e smaltendo meglio le temperature. Nel caso specifico delle F1 si aggiunge anche la necessità di una maggiore rigidità strutturale dei carter visto che sono i portanti anche dell'intero gruppo di sopsensioni. Ridurre l'altezza dei carter significa maggiore rigidità e robustezza alla torsione /deformazione. Per le pescate a "vuoto" dell'olio...beh in realtà il problema era già stato risolto a livello di paratie di coppa "antiscuotimento" + venturi "rovescio" in apirazione pompa, e dverso disegno delle pompe a livello di "ingranaggi" (che ingranaggi non sono ma va beh).
il carter secco ha soprattutto il grosso vantaggio di utilizzare decisamente quantità minori di lubrificante, di condizionarlo termicamente in modo eccellente, ma porta con se altre negative quale affidabilità a rischio superiore, derivante da tubazioni esterne al propulsore soggette a deteriramento e perdite.
Il volume dei carter, Fede, deve sempre garantire almeno la volumetria dei pistoni in discesa per consentire l'espansione dell'aria senza mandare in pressione i pistoni dalla parte inferiore. Questo penalizzerebbe enormemente prestazioni di potenza, numero dei giri e produrrebbe temperature stellari all'interno dei carter, con conseguenze sulle tenute e sul repentino deperimento delle caratteristiche del lubrificante. Anche nei carter sechhi così come nei semi secchi (ossia con carter di manovella separato) lo sfiato è assolutamente necessario. cisono anche soluzioni che sfruttano la pressione di discesa dei pistoni per alimentare la lubrificazione...però bon!

REDREX

#16
comunque,  tornando con i piedi per terra (io non chiuderei), il carter umido in campo motociclistico caratterizza e ha sempre caratterizzato l'industria motociclistica nazionale  (fra le quali Gilera). Inglesi e Americani hanno sempre privilegiato il carter secco. I Giapponesi hanno utilizzato l'umido o il secco a seconda dell'effettiva utilità tecnica, avendo maestranze capaci di adattarsi alle produzioni (non hanno mai avuto le moto del ""lunedì """) . Oggi dominano il mercato mondiale.

duc27

si è vero! Concordo in pieno su questa osservazione!

Adesso bon...era dedicato a me perchè stavo già lasciandomi andare, scrivendo una quantità inusitata di parole! La discussione continui assolutamente poichè interessantissima e di valore! ci mancherebbe altro!? Poi non sono ceto io a chiudere nessuna discussione!  :cheesy: :cheesy: :ok: :ok:

duc27

Inglesi ed americani hanno sempre privilegiato i carter cambio separati da quelli di manovella! non avendo il pensiero tecnico che ebbero i tecnici Huskvarna quando trasformarono un motore 2T in 4T praticamente modificando le sole termiche riguardo la lubrificazione .... il carter secco non era nemmeno una scelta "possibile" ma obbligatissima! Diverso dal definirle scelte ad alto contenuto tecnologico! solo una condizione indispensabile.
invece è verissimo che i Costruttori giapponesi hanno fatto scelte, sull'argomento, estremamente intelligenti e mirate! Ma con ben altro livello di pensiero e ricerca...

Tizio.8020

Quindi riassumendo:

Carter umido, motore poco spinto , ingombrante, poco prestazionale. 
  Esempio: Gilera Bi4, bialbero raffreddato a liquido.

Carter secco: motore spinto, meno ingombrante, prestazionale.
Esempi: Yamaha XT 600, monoalbero raffreddato ad aria; Honda XL 600, monoalbero raffreddato ad aria, Rotax "348", monoalbero raffreddato ad aria.




I mono Giapponesi anni '80 avevano tutti un solo olio per tutto.






































































...mi sfugge qualcosa????   :rotolol: :rotolol: :rotolol: :rotolol:
 

duc27

mai detto che il secco aumenta le prestazioni rispetto all'umido! Gli ingombri del gruppo prulsore si...ma si aggiungono altri!

Che la soluzione a carter secco aumenta le prestazioni soprattutto nele settore auto sportive si ma parliamo di prestazioni delle geometrie telaistiche!

Il BI4 poco prestazionale.... :cheesy: :cheesy: :cheesy: diciamo pure di no!

fabius1.9tdi

Su un motore raffreddato ad aria l'olio svolge un importante funzione anche di termoregolazione, quindi grandi volumi e flussi costanti sono molto graditi. credo glielo abbia fatto scegliere questo
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bigbore

il sistema a carter secco ha anche un'altro importante plus dalla sua.
Quando lavoricchiavo in motori moderni (primi anni 90) avevo carpito una importante questione in merito, ne parlava Chiti con altri ing. di Ferrari, Alfa Romeo, Minardi ecc ecc e pare fosse un gran segreto delle affidabilità di certi motori.
L'olio, soprattutto nei motori molto veloci con tante manovelle, per l'inevitabile e sia pur minimo blow-by e per la tempesta di olio che gira nel carter, il lubrificante tende ad incorporare aria e altri gas alterandolo sia chimicamente sia come viscosità e untuosità, pertanto le pompe di aspirazione che recuperavano l'olio avevano anche il compito di creare una forte depressione sia nel carter sia nel circuito che portava nel serbatoio di accumulo dove l'olio veniva "depresso" per favorire la degasazione dello stesso. Un noto V8 dei tempi aveva 15-18 litri di olio, un tre litri nei condotti, un litrozzo in perenne caduta nel pozzetto ma gli altri 10-12 litri nel serbatoio separato che veniva adeguato come capacità al tipoo di pista.
Pare che alcuni motori fondessero le bronzine banco/biella perchè l'olio, pur presente e alla pressione giusta, in realtà non creava o si rompeva il "cuneo" di olio che mantiene distaccati bronzina e perno per via del gas che si liberava dall'olio stesso che creava microbolle ma comunque esiziali per la vita di certi componenti.
"Ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentatori di sterco chiamar si debbono, perché per loro alcuna virtù in opere si mette; perché di loro altro che pieni e destri non resta".

rc.rAle

Io non entro nel merito tecnico ma in uno pratico si....facendo enduro con le RC ho sempre pensato che un carter secco sarebbe stato molto meglio. Infatti la luce a terra delle RC è poca per l'enduro e anche solo 4/5 cm guadagnati da un carter secco sarebbe stato meglio.
TT ed XR erano a secco e infatti avevano luce a terra maggiore delle RC.

RC_true

Citazione di: rc.rAle il 01 Giugno 2017, 23:51:25
Io non entro nel merito tecnico ma in uno pratico si....facendo enduro con le RC ho sempre pensato che un carter secco sarebbe stato molto meglio. Infatti la luce a terra delle RC è poca per l'enduro e anche solo 4/5 cm guadagnati da un carter secco sarebbe stato meglio.
TT ed XR erano a secco e infatti avevano luce a terra maggiore delle RC.

Santissima verità, Davidone!!!!!

Il vantaggio della riduzione in altezza del motore è la ragione primaria delle scelte fatte dai Giappi...mica perchè così il motore è più prestazionale!

Perchè in Gilera non lo hanno fatto...essendo il Bi4 una bestia in altezza?

Non ne posso essere sicuro...perchè non c'ero...ma anche altri indizi me lo confermano: quando quell motore è stato pensato la prima volta, nessuno ha minimamente pensato che ci si potesse fare una mota da fuoristrada professionale!!!!

Il famoso posizionamento dell'albero della messa in moto che rende complicatissimo il posizionamento delle pedane laddove devono stare su una moto da Off serio ne è una ulteriore conseguenza!!!!

Però....alla faccia di queste sviste progettuali...il Bi4 ha dimostrato che in fuoristrada ci và ...eccome....anche se per farlo veramente bene lo devi alzare a dismisura ed allora ci vogliono piloti con  marroni "Big Size" per non essere messi in panico dalla altezza della moto che ne consegue!!!!

Pensate che neanche quando pensammo al 750 ci venne in mente di considerare questa soluzione (ed anche quella della posizione dell'albero di avviamento...che generò la storia della pedana dx col fissaggio a molla!)...perchè, in effetti, il carter secco è una bella complicazione!

REDREX

finalmente la verità  si palesa. Il Bi4 non fu concepito per il fuoristrada, ma ha fatto quasi tutta la sua strada fuori (strada). Questo evidenzia l'unicità  del progetto nato e cresciuto intorno al Bi4. Moto costruite per il fuori strada intorno ad un motore non adatto.  Quindi vi è  stato adattato un mondo intorno.Un telaio, uno stile di guida, tante passioni.  I giappi fanno moto perfette  che non suscitano tanta passione. Tenetevi  stretti i vostri Bi4!

REDREX

...soprattutto massimo  rispetto per coloro che aiutano o hanno aiutato a tenere i Bi4 in vita. Tutti coloro che si prodigano con il loro lavoro (vedi Fausto) o con i loro consigli.

REDREX

#27
comunque un motore a carter umido necessita di maggiori capacità progettuali essendo i passaggi dell'olio interni ai carter stessi. In certi casi i carter, per effetto del calore,  svergolano andando ad ostruire i condotti dell'olio provocando grippaggi (ne sa qualcosa Ducati).Quindi solo all'apparenza i motori Bi4 possono sembrare più "economici".

Matte

Red, ma non faresti prima a scrivere tutto in un unico post anziché in tre o quattro consecutivi :smiley: ?
Ciao
Paolo
Perché sono qui? Gilera KZ 125

REDREX

la modestia di Romolo gli impedisce di dire che il  Bi4 fu progettato da un'esponente della scuola motoristica italiana di cui lui (Romolo) fa parte. Tale scuola ancora oggi è ai vertici del motorismo mondiale. Audi ha pagato carissimo il desmo di Ducati.
Il Bi4 è un pezzo unico al pari dei bicilindrici Ducati e Morini, ai tre cilindri Laverda e MV, ai 6 cilindri Benelli.